La casa dei miei nonni in Olanda era una tipica casa olandese in muratura e legno con scale corte e ripide e grandi vetrate sull’esterno. Il bagno in casa non aveva il water che era sul retro uscendo dalla porta della cucina. Una volta avro’ avuto 3 o 4 anni ricordo di essere uscito in piena notte a piedi scalzi per andarci, c’era un tappeto di gomma nero sporco di fango e neve, la temperatura era sottozero…Chissà perché ancora oggi nelle case olandesi fanno la stanza da bagno con lavabo e doccia o vasca e il water lo mettono in un piccolo locale apposito; anche il vaso è di forma diversa rispetto ai nostri, praticamente all’interno non è scosceso ma a “elle” della serie si vede tutto il “deposto”. Nel “box water” poi c’è il tipico “verjaardag kalender” cioè il calendario dei compleanni, un calendario con mesi e giorni senza quelli della settimana, praticamente perpetuo, sul quale sono annotati tutti i compleanni di parenti , amici e conoscenti, così nel momento dell’ispirazione puoi aggiornarti su a chi devi fare i prossimi auguri.
Mia madre ci faceva il bagno nel lavabo di granito bianco e nero della cucina,c’era una vetrata dalla quale i miei zii allora ventenni venivano a prendermi in giro facendomi piangere (ah!il pudore dell’infanzia) dalla vergogna di essere nudo (ecco perché poi con gli anni si passa all’eccesso dell’esibizionismo puro).
C’era un salotto sempre chiuso nel quale entravo di nascosto, con un pianoforte nero sul quale erano appoggiati dei campanacci che non si resisteva a scuotere per cui immediatamente arrivava mia nonna a mettermi fuori stanza.
Nella porta d’ingresso c’era la buca delle lettere attraverso la quale mio fratello ed io giocavamo a guardarci da un lato all’altro, la stessa buca veniva utilizzata il giorno di San Nicola 5 dicembre per farci passare caramelle e biscottini lanciati da Zwarte Piet l’aiutante di San Nicola ( Sinterklaas ) che ovviamente essendo nerissimo e non conoscendo noi ancora il politically correct evitavamo con terrore (l’uomo nero incombe nei ricordi di tutti gli infanti a tutte le latitudini tranne quelle dove c’è l’incubo dell’uomo bianco).
Sul fronte esterno della casa c’era la macelleria di carne di cavallo di mio nonno che,con gli anni divento’ molto famoso in qualità di strenuo oppositore alla volontà del comune di realizzare un parcheggio proprio dove era la sua casa ma dopo lunghe battaglie fu comunque costretto a lasciarla conservando pero’ il suo nome sui libri di storia del paese .Il parcheggio fu realizzato. ( Io quando ritorno ad Hengelo ci passo sempre e con gli occhi chiusi riesco ancora a vedermi bambino che faccio le corse nella neve con mio padre che mi cronometra e mi fa sentire il bambino più veloce del mondo).
Una nota simpatica fu il fatto che mio nonno aveva nascosto dei soldi sotto al pavimento ma se ne era dimenticato, per cui quando durante i lavori uscirono fuori, ci fu una specie di caccia al tesoro da parte della cittadinanza che credeva ci fossero chissà quali ricchezze ma contribuirono solamente a rallentare i lavori.
C’era un negozio di giocattoli abbastanza avveniristico per l’epoca (parlo del 1967-1970) si chiamava Mickey Mouse e aveva sulle gigantesche vetrine dei congegni che se ci appoggiavi le mani facevano muovere trenini, pupazzi e bambole varie per cui nonostante il gelo si rimaneva incantati a sognare .
In Olanda demoliscono e ricostruiscono in una maniera incredibile per cui negli ultimi 30 anni è stato sempre più difficile ritrovare posti e palazzi, c’è la chiesa di San Lambertus dove si sono sposati i miei nel 1958 che è di origine neo-gotica con delle magnifiche vetrate tutte colorate che a noi bambini compensavano l’aspetto austero dell’edificio, che funge da punto di riferimento già quando arrivi da lontano in treno o in macchina perché vedi le sue torri a punta.
Altri ricordi le patatine fritte con maionese da mangiare per strada e latte a cioccolato (chocomel) e chilometri in bicicletta senza salite né discese e sopratutto l’odore dei sigari che fumava mio nonno.







