(non è una versione di latino o greco non fatevi ingannare dal titolo)
Un amico di mio nipote Mike ( lo nomino cosi visto che lui mi legge sarà contento e si farà un megasorriso, sei stato nominato Michè!!!! ) ha lasciato la scuola. Sedici anni compiuti da poco, un buon rendimento scolastico alle scuole medie, crisi adolescenziale (?) al primo anno di liceo scientifico, tentativo fallito di passare all’istituto nautico, abbandono.
Adesso fa l’idraulico.
Beh, il problema non è che adesso faccia l’idraulico perché è un mestiere di tutto rispetto e sicuramente si guadagna di più che con la laurea di scienze delle comunicazioni (Camilla sei stata nominata anche tu ! ).
Il problema è che non vivrà tutte quelle emozioni che la vita di gruppo con i compagni di scuola ti offre, belle o brutte che siano fanno parte della tua adolescenza.
Probabilmente non leggerà nessun libro e a vent’anni si sentirà inadeguato in tante, troppe situazioni. Probabilmente poi si pentirà e non avrà il coraggio di rimettersi in un’aula con un mucchio di quattordicenni troppo lontani da lui. ( uno che l’ha fatto lo conosco, si è anche diplomato ma è un caso da eroe ).
Le donne sono più fortunate, ormai l’ho verificato. Loro il disagio adolescenziale lo cominciano alle scuole medie, per cui quando arrivano alle superiori sono abbastanza ( a-b-b-a-s-t-a-n-z-a ) equilibrate e riescono a studiare meglio. I maschi invece tra innamoramenti, calcio e sport vari, prime sbornie e qualche sigaretta si perdono in un bicchier d’acqua e la scuola è la prima cosa che lasciano. E’ una vita che dico ai miei amici/che insegnanti di essere indulgenti con i ragazzi del biennio!
Io ne ho visti tanti sentirsi contenti dei 900 euro mensili guadagnati a diciotto-vent’anni, ma ho visto anche il loro disagio dopo, davanti ai figli che già se sei uno scienziato ti trattano da deficiente-noncapisciniente-tucosanesai-seivecchio (sigh) . Ci vorrebbero degli assistenti sociali-psicologi al biennio di tutte le scuole, e forse anche alle scuole medie, io ancora non capisco come facciano tanti insegnanti a non vedere e non sentire….o fanno finta? Boh!
Comunque non è facile essere educatori, io mi ricordo di tutti i buoni propositi di quando i figlioletti erano piccoli piccoli , poi sono cresciuti e ti accorgi che per loro il solo fatto che tu sia un genitore ti emarginano, non ti ascoltano, fanno il contrario di quello che dici per partito preso.
E tu pensi che quando eri adolescente dicevi “ah io non saro’ mai come i miei genitori” bla bla bla bla bla….è che le cose finchè non le vivi….
Con i figli degli altri siamo tutti bravissimi a sputare sentenze poi quando siamo in difficoltà con i nostri, guai ad ammetterlo…o fingiamo che non ci sia nulla, ma diciamo la verità e sfatiamo il mito dei figli tutta poesia , certo, ci son grosse soddisfazioni ma anche gran rotture di…(cerca la rima).
categoria:famiglia, figli, crisi adolescenziali







