mercoledì, 31 ottobre 2007

Quando il neurologo gli chiese quanti anni avesse, lui rispose settanta, ma quando gli chiese quanti anni avesse sua moglie esito’, non perché non si ricordasse ma perché gli sembrava indelicato, poi dolcemente sussurro’: qualcuno più di me.

Venne il momento di raccontare i suoi deliri, di quando la sera il televisore gli faceva sembrare che tutto prendesse fuoco e quando al mattino il rumore del rubinetto gli faceva sembrare di annegare, allora lui cominciava ad urlare ed inveire contro di lei, chiama i pompieri, i carabinieri, vai via, vai via…poi ritornava in sé e dolcemente le chiedeva perdono e le spiegava che aveva avuto paura per lei , che anche lei si bruciasse, che anche lei annegasse  come lui nella disperazione della sua mente. Lei sorrideva piangendo, impaurita da questo male sconosciuto che le stava trasformando il compagno di una vita ma sollevata che la crisi fosse finita, ed insieme si preparavano ad affrontare un nuovo giorno, da soli, senza quei figli mai arrivati, soli con il proprio passato con il quale avevano costruito questo presente che speravano ancora di attraversare insieme.

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mercoledì, 31 ottobre 2007

C’è chi chatta o blogga per acchiappare, chi si sente semplicemente solo, chi non ha nulla da fare, chi vuole crearsi un’altra identità, chi ha voglia di raccontarsi. La domanda da sondaggio che trovo più frequentemente è : hai mai fatto acchiappanza con il blog? Indubbiamente non ti cambia la vita ma ti apre un mondo nuovo, conosci storie, personaggi, fotografie, canzoni,  persone che non incontrerai, di qualcuno non saprai mai  nemmeno che faccia abbiano, ma alla fine hai l’impressione che siamo tutti un po’ più soddisfatti. E’ come avere un diario “vivo”, tanta gente che ti legge e che ti fa compagnia e alla fine ci si sente tutti un po’ meno soli.

A volte invidio quelli che non si sono dati una vera identità e che possono scrivere tutto quello che gli pare, io avrei certi post …..ma poi mi lincerebbero e quindi, pazienza , restero’ moderato per quello che mi riesce.

E anche per oggi abbiamo scritto le nostre belle righe, lanciamo il sondaggio : il blog ti cambia la vita? A chi risponde fortuna e prosperità , a chi no sfiga e sfiga  percio’ rispondete!

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martedì, 30 ottobre 2007

Io ormai è un bel po’ che in ufficio quando si sono fatte più o meno le sette comincio ad organizzarmi per andarmene, certo c’è sempre quella parte di me che vorrebbe lasciare tutto compiuto, ma la parte razionale mi spiega che non è  possibile, che ci sarà sempre una catasta di cartelline sul lato sinistro della scrivania, foglietti memo sparsi un po’ dappertutto, l’agenda piena di penne e matite che domani mattina saranno sparite (è una cosa incredibile poi spariscono sempre le migliori, come le persone) . Dicevo, che nonostante cominci ad organizzarmi verso le sette arrivo comunque sempre a casa in ritardo, allora o calcolo male i tempi o non mi basterà una vita per fare tutte le cose che dovrei/vorrei fare. Subentrata ormai la saggezza di mezz’età , mi alzo, spengo il pc, lascio le cose così come stanno e domani riprendo da dove ho lasciato. Vado a casa a godermi la famiglia, la lettura del giornale che non so ormai che leggo a fare visto che alle 22 le notizie sono vecchie e su internet qualcosa ho già visionato, forse perché mi stimola il sonno, ma non ne ho bisogno visto che come mi siedo sul divano sono già in coma profondo che per passare poi al piano di sotto in camera da letto mi ci vuole una prova di volontà di quelle terribili, non so perché poi dopo il coma mi viene una fame incredibile di zuppa di latte, preparo e divoro in 2 minuti e mezzo e poi arriva il momento più bello della giornata, il mio lettone con piumone sotto (sul materasso) ed uno sopra, peccato che appena mi sembra di aver chiuso gli occhi sono già di nuovo le sette e venti e risuona la sveglia…..ma che bella la vita!

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mercoledì, 24 ottobre 2007

Durante i primi anni ottanta avevo un classico metronomo a corda, quelli con il pendolo e il cursore di acciaio su cui fare scorrere il peso , tic, toc, tic ,toc  sempre più veloce sempre più veloce.

Erano altri tempi, sei sette ore di pianoforte al giorno, la mente abbastanza sgombra, il cuore , quello mai, anzi sempre in pieno tumulto. Poi arrivarono sul mercato i metronomi al quarzo, piccoli e rettangolari, in un astuccio di plastica, facili da trasportare, tic, toc, tic, toc, arrivo’ anche il  1988 l’anno che mi certifico’  “maestro di piano”, wow! Non mi sembrava vero che fosse finita, più che altro quello stress da esame, chiusi ore e ore  (l’ultimo esame l’ho fatto dopo 8 ore di attesa e 100 litri di pipì) nelle aule del conservatorio ad aspettare, e spesso esaminati da persone che con 4 concertini e nessun merito e capacità occupano posti usurpati facendo lezioni a casa propria a cifre stratosferiche (ovviamente tutto in nero- nel 1987 in quattro ragazzi per una lezione di un’ora totale quindi 15 minuti a testa, 100.000 lire a ciascuno- roba da denuncia e più ) .

Ma torniamo al metronomo che è l’oggetto del post, diciannove anni dopo, cioè oggi, riesumato da un cassetto ha rivisto il suo proprietario un po’ più vecchio con accanto due fanciulline alle prese con la tastiera di un pianoforte quarto di coda color mogano, un po’ scorticato da qualche parte ma ancora funzionante, pile nuove e…..tic, toc, tic, toc…adesso accompagna le note di ilaria e maia…wow,  emozionante la vita di un metronomo!

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sabato, 20 ottobre 2007
Io non so se il colorante rosso potesse danneggiare la Fontana di Trevi  a Roma (metto anche "Roma" che sai che visibilità c'ha sul web)ma nel caso fosse solo innocuo colorante dirò che non mi è dispiaciuto per un giorno vedere l'acqua rossa, anzi potrebbero cambiare colore più spesso, sai che attrazione in più ? Fanno tante stupidate di arte moderna questa non sarà certo peggio.
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categoria:roma
venerdì, 19 ottobre 2007

Quella mattina fredda di febbraio, ai piedi di un monte, quando ti hanno messo la tua prima tutina, gialla, io ero là.

Quando cadevi continuamente per imparare a camminare e ti rialzavi piangendo con le braccia protese verso  me, io  c’ero.

Il tuo primo giorno di scuola, il tuo primo bagnetto in mare,  tutte le tue prime volte, io c’ero.

Tutte le volte che mi  chiamavi di notte,  tutte le volte che volevi solo me, io ero là.

Ed è per questo che scrivo, per dirti che io ci saro’ sempre. Quando  mi vedrai per caso con la coda dell’occhio in uno specchio, quando per strada sarai con i tuoi amici e fingeremo di non conoscerci, quando sarai triste, innamorata, delusa, o quando sarai così allegra da cantare anche tu a squarciagola così come faccio io… io saro’ lì con te. Quando tu non mi vorrai io non mi muovero’ ed aspettero’ paziente. Ma quando avrai bisogno di me il mio sorriso sarà pronto ad accoglierti, le mie braccia pronte a stringerti. In Australia o nel deserto del Sahara, a New York o a nuova Dehli. Io saro’ accanto a te anche quando non ci saro’, perché tu sei parte di me, così come io sono parte di te,  non possiamo farci niente, ed è impossibile per me pensare alla mia vita senza te. Soffro quando sei triste, quando sei nervosa,  so che passerà, è solo questione di tempo e passerà. Ti sentiro’ cantare , di nascosto da dietro ad una porta, ma ti sentiro’ cantare, e allora sapro’ che non ho aspettato invano, che la mia attesa di padre è il mio atto d’amore per te. Io ci saro’, sempre.

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lunedì, 15 ottobre 2007

(non è una versione di latino o greco non fatevi ingannare dal titolo)

Un amico di mio nipote Mike ( lo nomino cosi visto che lui mi legge sarà contento e si farà un megasorriso, sei stato nominato Michè!!!! ) ha lasciato la scuola. Sedici anni compiuti da poco, un buon  rendimento scolastico alle scuole medie, crisi adolescenziale (?) al primo anno di liceo scientifico, tentativo fallito di passare all’istituto nautico, abbandono.

Adesso fa l’idraulico.

Beh, il problema non è che adesso faccia l’idraulico perché è un mestiere di tutto rispetto e sicuramente si guadagna di più che con la laurea di scienze delle  comunicazioni (Camilla sei stata nominata anche tu ! ).

Il problema è che non vivrà tutte quelle emozioni che la vita di gruppo con i compagni di scuola ti offre, belle o brutte che siano fanno parte della tua adolescenza.

Probabilmente non leggerà nessun libro e a vent’anni si sentirà inadeguato in tante, troppe situazioni. Probabilmente poi si pentirà e non avrà il coraggio di rimettersi in un’aula con un mucchio di quattordicenni troppo lontani da lui. ( uno che l’ha fatto lo conosco, si è anche diplomato ma è un caso da eroe ).

Le donne sono più fortunate, ormai l’ho verificato. Loro il disagio adolescenziale lo cominciano alle scuole medie, per cui quando arrivano alle superiori sono abbastanza ( a-b-b-a-s-t-a-n-z-a ) equilibrate e riescono a studiare meglio. I maschi invece tra innamoramenti, calcio e sport vari, prime sbornie e qualche sigaretta si perdono in un bicchier d’acqua e la scuola è la prima cosa che lasciano. E’ una vita che dico ai miei amici/che insegnanti di essere indulgenti con i ragazzi del biennio!

Io ne ho visti tanti sentirsi contenti dei 900 euro mensili guadagnati a diciotto-vent’anni, ma ho visto anche il loro disagio dopo, davanti ai figli che già se sei uno scienziato ti trattano da deficiente-noncapisciniente-tucosanesai-seivecchio (sigh) . Ci vorrebbero degli assistenti sociali-psicologi al biennio di tutte le  scuole, e forse anche alle scuole medie, io ancora non capisco come facciano tanti insegnanti a non vedere e non sentire….o fanno finta? Boh!

Comunque non è facile essere educatori, io mi ricordo di tutti i buoni propositi di quando i figlioletti erano piccoli piccoli  , poi sono cresciuti e ti accorgi che per loro il solo fatto che tu sia un genitore ti emarginano, non ti ascoltano, fanno il contrario di quello che dici per partito preso.

E tu pensi che quando eri adolescente dicevi “ah io non saro’ mai come i miei genitori” bla bla bla bla bla….è che le cose finchè non le vivi….

Con i figli degli altri siamo tutti bravissimi a sputare sentenze poi quando siamo in difficoltà con i nostri, guai ad ammetterlo…o fingiamo che non ci sia nulla, ma diciamo la verità  e sfatiamo il mito dei figli tutta poesia , certo, ci son grosse soddisfazioni ma anche gran rotture di…(cerca la rima).

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categoria:famiglia, figli, crisi adolescenziali
domenica, 14 ottobre 2007

Fila interminabile, faceva un freddo cane, io non avevo il giubbino, i nervi cominciavano a salire a fior di pelle, ecco le solite signore di tre quarti d’età infilarsi di lato nella fila, la prima, la seconda , la terza…..la quarta risponde : ma no, qui c’era mio marito ora lui se ne è andato e sono venuta io ma se vi da fastidio mi metto in coda. Io naturalmente ho avuto una educazione mooolto classica di quelle che le persone anziane sono sacre ed anche davanti all’evidenza non puoi rispondergli male. Per cui : zitto e mosca. I candidati sparsi per la piazza attorniati dai tanti…..(non voglio dire parolacce ) – al bar ho visto persino un uomo fare su e giu’ con la bustina del thè al personaggio politico importante…..e non voglio dire più niente.

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categoria:elezioni
venerdì, 12 ottobre 2007

Diciamo che in questo momento storico qualunque personaggio pubblico dica qualcosa, anche cosa ha mangiato a pranzo, si espone ad enormi rischi vista l'eco che internet, giornali e massmedia diffondono nella nazione e fuori di essa, spesso stravolgendo completamente il reale pensiero dell’autore. Non voglio difendere Grillo e le sue senz’altro discutibili affermazioni, ( ma chi di noi non spara cazzate ogni tanto ? ) ma è fuori dubbio che è uno dei pochi in questo momento che sta scuotendo le poltrone di tanti politici  di tutte le fazioni, che approfittando del fatto che gli italiani si assuefano ad ogni tipo di malcostume rendendolo normale si sono impadroniti dei palazzi di governo gestendoli solamente per i propri tornaconto dimenticandosi di essere ( come dice Grillo ) nostri dipendenti.

A me questo fatto di ricordare tutti i giorni che : la polizia, i carabinieri,  i vigili urbani, i dipendenti comunali, quelli postali , gli insegnanti, etc etc sono pagati con i soldi di tutti ( e quindi anche i miei ) mi aiuta a sentirmi più in diritto di protestare quando vedo che non fanno quello che dovrebbero fare o perlomeno non nel modo giusto.

E poi attenzione ai politici che sfruttano la prima gaffe di Grillo per sputtanare lui e salvarsi loro….lui è un COMICO e lo hanno trasformato in politico. Diciamo che Grillo ha un po’ scosso la coscienza sociale di tutta la gente che si era un po’ rassegnata a subire le prepotenze di un sistema basato sul chi ruba di più e sul “tanto lo fanno tutti” o “quell’altro è peggio di me” ( come ha risposto poche settimane fa la moglie di Mastella in merito alla contestazione sulle troppe spese inutili a carico dei contribuenti e a vantaggio della solita classe politica ).

Nessuno è perfetto  e nemmeno Grillo lo è, ma io credo che la maggior parte delle sue esternazioni siano solo delle provocazioni che debbono servire a risvegliare la partecipazione di TUTTI. Non possiamo lamentarci continuamente di tutti i governi passati, presenti e probabilmente futuri se non partiamo da noi. Ma se ogni condominio non riesce ad andare d’accordo ( faccio un esempio ) come potremo convivere con musulmani, rom, lavavetri di ogni nazionalità etc etc. E’ chiaro che  il futuro è questo. Gli italiani non fanno più figli, ma i tantissimi stranieri si, ed i loro figli sono gli italiani di domani.

Mi sa che ho divagato un po’, comunque un’altra cosa che Grillo sta cercando di far capire alla gente  è il grandissimo potere di internet, che finalmente non è nelle mani dei politici di turno come tanti giornali o canali televisivi, che finalmente tutti possiamo far sentire la nostra voce , magari cantando…www.beppegrillo.it/2007/10/cantare_e_rivol.html

postato da: marcol62 alle ore 21:03 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 11 ottobre 2007

eehh signor Marco, non vorrei dirvelo ma l'altro giorno dei clienti lo chiamavano e lui faceva le orecchie di campana, non si fa eh, non si fa e non sta bene, comunque resta sempre un problema di ignorantità.

Sicuramente.

postato da: marcol62 alle ore 17:54 | Permalink | commenti (1)
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