lunedì, 15 giugno 2009

Scrivo sempre più di rado, un po’ perché ci vuole il tempo e la concentrazione giusta e un po’ perché certe emozioni non so se renderle pubbliche. Poi ogni tanto grazie anche a facebook mi arriva qualche messaggio di qualcuno che è capitato sul mio blog e mi dice qualcosa di bello, e penso che allora ne è valsa la pena fosse anche solo per avere un/una fan !

Ho un bel dire ai miei figli che le cose più importanti nella vita di cui non debbono mai vergognarsi sono il chiedere scusa e il dire ti voglio bene a qualcuno…

Continuo a vedere che effettivamente per molti, moltissimi è proprio difficile…

C’è sempre un momento di bilanci nella vita e comincia la paura dei rimpianti, per le cose non dette, per le cose non fatte, alcuni pensieri restano nel profondo del nostro cuore, altri li esterniamo alle persone che abbiamo intorno, a volte anche sbagliando perché capita che ci si senta traditi.

Io continuo a credere in una vita fatta di condivisione di tutte le emozioni come in un matrimonio, credo nell’amicizia come bene assoluto, credo nell’amore che ci fa sognare e sperare e credo nel presente che va goduto prima che sia passato.

Grazie a tutti voi che ci siete.

 

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mercoledì, 29 aprile 2009

Vengono quei periodi di vuoto mentale o semplicemente di oblio imposto dagli eventi più grandi di te, quelli inevitabili, ineluttabili, che ti squarciano l’anima, il cuore ,la mente.

Perché è una parte di te che ti viene strappata insieme ad anni di ricordi vissuti insieme, una vita che ti passa davanti agli occhi con la velocità di un fulmine. L’incredulità di un evento non annunciato eppure cosi reale e drammatico che ti annienta e ti toglie le forze. E tu non puoi nemmeno lasciarti andare perché ti guardi intorno e scopri che chi se ne è andato ti ha lasciato anche del lavoro da fare, il suo incompiuto, e tu che sei un amico non puoi fingere di non vedere, e così ai tuoi figli se ne aggiungono altri, altri cuccioli da proteggere in silenzio e senza farti vedere, da guidare in un cammino che già sai costellato di emozioni , passioni e quant’altro, lo stesso che hai percorso con lui.

E la rabbia nel dolore, perché non ci vorresti essere a vivere questa cosa, vorresti essere altrove, dovunque ma non qui, davanti ad un corpo che ti sorrideva, ti abbracciava e che era cresciuto con te e che stai guardando per l’ultima volta.  Ma poi cedi al calore di un abbraccio stretto stretto di qualcuno che ti sorride piangendo e pensi che inizia un’altra storia e non ti puoi tirare indietro, finchè ci siamo combatteremo per il nostro diritto ad essere felici.

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categoria:il diritto alla felicità
mercoledì, 08 aprile 2009

Quando tua figlia compie otto o nove anni arriva la domanda fatidica del “mi compri un orologio?”, si lo so, in genere glielo ha già regalato qualcuno in quest’era consumistica, ma noi no. Per cui la domanda è arrivata, l’orologio deve essere digitale ovviamente perché bisogna conoscere l’ora precisa, esatta, e non approssimativa. Ed eccoci preparati psicologicamente alla domanda successiva che ci perseguiterà per le prossime settimane “chi vuole sapere che ore sonooo?”

E ti senti trasportato nelle favole di quando eri piccolo dove c’era quel tipo che di sera girava per le strade gridando “sono le dieci e tutto va bene”!

Poi c’è la domanda trabocchetto “papà mi dici che ore sono?” mentre tu sei concentrato sul giornale o al pc ed ovviamente rispondi in modo approssimativo tipo “ le otto e un quarto” ma sei fregato perché ti blocca “ e no! “ sono le otto e tredici minuti e 46 secondi ! Giusto! E continuerà con una sfilza di elenchi di orari che non accettano l’approssimazione dei tuoi 47 anni dove le “tue” nove e un quarto (circa) di sera diventano rigorosamente le “sue” ventuno e zero nove poi aspetta aspetta…..ecco...ora sono le ventuno e dieci.

Altra scoperta del momento è la relatività del tempo quando si accorgono che un minuto guardando fisso l’orologio o in ascensore puo’ sembrare una eternità mentre i dieci di proroga accordati prima di andare a letto passano in un lampo…..il bello della gioventu’….?

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giovedì, 02 aprile 2009

Vi è ancora capitato di aver cancellato qualcuno da facebook? Qualcuno che avevate accettato nell’euforia dei primi giorni e poi quando presi da un po’ di snobismo e avete cominciato a fare selezione avete deciso fosse meglio eliminare?

Beh a me è successo di accorgermi per caso di non essere più tra gli amici di qualcuno che invece amico era stato. Veramente un’amica. Allora ho sfornato tutte le ipotesi possibili : marito geloso e possessivo? Ha scoperto che ho le sue foto di 20 anni fa? Le sono diventato antipatico? Mi ha cancellato per sbaglio? Beh presumo che non avro’ mai la risposta ed a questo punto nemmeno mi importa per cui diciamocelo chiaramente : ma va’ff…!

Poi invece ci sono quelli che hai accettato sempre nell'euforia e vorresti tornare indietro ma non osi perchè pensi che se ne possano accorgere e non vuoi fare la figuraccia. Quelli che vorresti tanto sapere chi sono perchè ti mandano un sacco di messaggi come se vi conosceste da una vita e tu non sai se bleffano o veramente li conosci. Quelli che ti perseguitano con la guera di bande, a palle di neve e ti rapiscono in continuazione, che all'inizio sembrava quasi divertente ma adesso ne hai le tasche piene; Quelli che taggano tutto e tutti e ti viene il terrore che possano taggare anche te magari fotografato mentre ti scaccolavi con le dita nel naso o eri ubriaco alla festa di turno; Il meraviglioso mondo di facebook, accomodatevi signori...

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categoria:facebook
giovedì, 02 aprile 2009

La  moto dei miei vent’anni si chiama  Morini Kanguro 350, l’ho comprata il 25 maggio del 1983 e il 24 aprile 1994 con la nascita del mio primogenito e conseguenti uscite sempre in auto l’ho riposta in garage.

Ieri sono andato a riprenderla a Torre Annunziata dove il buon meccanico Nicola me l’ha messa un po’ a posto per consentirmi di riprendere a cavalcarla e  rivivere i fasti di gioventu’.

E’ stato emozionante anche se mi accorgo che il tempo è passato e la mia guida è forse troppo controllata rispetto a prima,(non che sia mai stato uno spericolato intendiamoci)  comunque ho di nuovo la mia moto semienduro rossa !

Sulla strada del ritorno mi sono fermato a salutare D. visto che era la giornata del revival ,mi ha detto che sono diventato vecchio, ma ero sicuro che scherzasse, solo che nella stessa giornata mia madre mi ha chiesto se usassi un antirughe e nel pomeriggio quando per caso ho rivisto R. anch’egli dopo molto tempo mi ha detto : come sei invecchiato! Per cui ho deciso di andare allo specchio a vedere se mi fossi perso qualcosa ed ho capito: ogni volta che rido si formano un sacco di rughe e siccome rido spesso…..si chiamano rughe di espressione no?

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categoria:moto morini
lunedì, 23 marzo 2009

Ecco, il titolo mi è venuto facile, meno sarà scrivere il resto.

Qualche tempo fa pensavo che se il mio blog fosse anonimo come quello di tanti altri sarebbe un fiume in piena contro un sacco di cose, ma non posso fare la fine di Don Chisciotte contro i mulini a vento.

Diciamo sempre che non siamo disposti  a compromessi ma alla fine ne facciamo dalla mattina alla sera anche senza accorgercene.

Con i colleghi di lavoro, mariti mogli e figli, parcheggiatori abusivi, salumieri e quanti altri incontriamo nella nostra giornata, perché alla fine le energie vengono meno e la voglia di lottare diminuisce per cui basta, basta che sia finita, non importa come, ma sia finita.

Oggi finalmente c’è il sole e ce lo godremo per bene fingendo di non sapere che martedì arriva una nuova perturbazione a rompere le palle di questa primavera, ma è come nella vita, carpe diem e tira a’ campà come ci insegna il glorioso popolo napoletano .

Buona giornata a tutti , godetevi il tepore del sole e non pensate a nulla, il resto andrà da sé.

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categoria:popolo napoletano
lunedì, 02 febbraio 2009
E' come quando c'è una bella canzone sul tuo ipod, poi ti accorgi che alla radio ce n'è un'altra altrettanto bella, spegni l'ipod e ti conservi la canzone per dopo ma...nella vita si potrà fare lo stesso?
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lunedì, 26 gennaio 2009

Quando cammini per strada ed incroci uno sguardo,

quando sei sovrappensiero e ti accorgi che qualcun altro guarda te,

quando guardi il telefono ed aspetti che squilli o aspetti un messaggio che non sai se arriverà,

quando navighi su internet ed incroci altre vite,

quando sei in viaggio ed incontri il sorriso di tanta gente,

quando guardi i tuoi figli mentre loro non ti guardano,

quando guardi i tuoi amici e pensi da quanto tempo ci conosciamo,

quando fai pace dopo aver litigato con la tua famiglia, i tuoi collaboratori,

quando resti in silenzio e non sai cosa dire

perché hai paura che qualsiasi cosa tu dica possa andarti contro;

quando sei triste,  depresso e ti sembra che tutto vada storto,

è sempre amore che cerchi,  è amore che dai ;

perché l’amore è fatto di momenti, di attimi rubati,

dal piacere di cercarlo e dal desiderio  di trovarlo,

e non importa se alla fine ci vuole una vita,

ci guarderemo indietro e ci accorgeremo di averlo avuto mille volte,

forse mille attimi troppo brevi,  ma è sempre amore.

 

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categoria:amore
mercoledì, 31 dicembre 2008

Poche ore ed è finito un altro anno, finite le feste poi si ricomincia.

Nuovi sogni e propositi voleranno tra i fuochi nel cielo stanotte, alcuni si incontreranno con altri…

Capodanno serve a questo, è un momento per avere la scusa per ricominciare, per staccarsi definitivamente da qualcosa, da un amore, da un lavoro, da un modo di vivere.

Un momento per prendere coraggio e dire, posso ricominciare, ce la posso fare, basta conservare il coraggio di sognare a tutte le età e sapere che si puo’ sempre sperare che le cose cambino. Perché è vero. Buon anno a tutti, anzi, buona vita!

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categoria:capodanno
domenica, 28 dicembre 2008

Accompagno mia figlia ad un saggio ginnico, è domenica mattina, 28 dicembre, sembra l’alba, piove e fa freddo le strade sono deserte o quasi. Un paio di badanti ucraine  chiacchiera ridendo, incuranti del freddo  viste le temperature a cui sono abituate. Poi ad un tratto sotto la pioggia un ometto.....no, è un bambino, le braccia piene di ombrelli da vendere ai passanti che non ci sono, lui solo un cappellino per proteggersi dall’acqua, forse non osa aprirne uno, forse non puo’....; e mentre centinaia di bambini continuano a dormire in comode case riscaldate, sotto a morbidi piumoni, lui ha già preso un treno per venire fin qui e trascorrerà questa domenica gelata tra gli sguardi incuranti della gente ormai troppo abituata a questa umanità. Umanità?

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